Borsa Italia, 09/03 18:20 - Milano è riuscita a dare una sferzata alla propria tendenza giornaliera fino quasi ad azzerare le perdite. Così, in linea con quanto visto anche sul resto del continente, l'All Share ha chiuso a -0.15%, il Ftse Mib a -0.19%, il Mid Cap a -0.14% e lo Small Cap a -0.30%. Tra i titoli a maggior capitalizzazione sono stati i bancari a soffrire di più a causa del report di Ubs che ha penalizzato tutto il comparto. Così tra i segni negativi risaltano quelli di Ubi Banca -0.88%, Unicredit -1.31%, Mediolanum -0.64%, Mediobanca -0.62%, Intesa S.Paolo -0.97%, BP Milano -0.80%, Mps -0.78% oltre che Atlantia -1.06%, Parmalat -0.56%e Ansaldo -0.55%. Di diverso avviso Unipol +1.56%, Tenaris +0.50%, Saipem +0.70%, Geox +0.78%, Eni +0.80%, Campari +1.09%, A2A +0.75% ma soprattutto Mondadori +2.22% che non ha mai abbandonato la vetta del listino grazie ad Ubs che ha alzato il rating a "buy" e il prezzo obbiettivo a 3.40 euro. Tra le medie capitalizzate il denaro ha premiato Benetton +0.91%, Cofide +0.92%, Credem +0.96%, Snai +0.98%, Edison +1.04%, Acea +1.34%, Interpump +1.39%, B.ca Generali +1.50%, Marr +1.65%, Engineering +3.46% e soprattutto Pirelli RE +5.29% decollata in scia ai dati di bilancio. Purtroppo lo scenario deve annoverare anche i ribassi di Cerval -1.20%, Esprinet -1.31%, Indesit -1.35%, Tods -1.36%, Fastweb -1.84%, Gemina -1.86%, Coin -2.60% e B.ca Profilo -3.15% che annullano quanto di buono sopra riportato. (Prossimo aggiornamento: 10-03 ore 09.10 circa).

Mercati Azionari, 09/03 18:10 - Incoraggiante il finale di giornata delle borse europee che hanno subito sfruttato la tendenza moderatamente positiva di Wall Street per azzerare le perdite pregresse. Al suono della campana, infatti, la borsa a stelle e strisce si è presentata con un passivo di poco inferiore allo 0.35% medio. Già dai primissimi minuti, però, abbiamo notato un progressivo aumento della pressione in acquisto che ha prodotto l'attuale situazione che vede il Dow Jones a +0.26%, l'SP500 a +0.37% e il Nasdaq a +0.52% trainato dai titoli del comparto semiconduttori. Il tutto in assenza di dati macro di una certa rilevanza in quanto l'agenda odierna non ne presentava. L'unico sostegno alle forze rialziste è giunto da Texas Instruments che ha corretto al rialzo le proprie stime sui risultati del primo trimestre. Il produttore di chip, infatti, si attende un utile di 48-52 centesimi per azione (44-52 in precedenza). Nel quarto trimestre 2009 il gruppo Usa ha visto moltiplicarsi per sei il profitto (a 655 milioni) grazie al forte aumento del giro d'affari. Eurolandia, quindi, ha colto la palla al balzo per recuperare il terreno perduto e chiudere nei pressi della parità come stanno a confermare Parigi +0.17%, Francoforte +0.17%, Londra -0.08% e Zurigo +0.25%. Decisamente più vivace il cambio euro/dollaro che è sceso fino a quota 1.3535 prima di trovare supporto e riposizionarsi in area 1.3584. Stesso andamento per il greggio Wti che ora viene scambiato a 81.80 US$/bar ma dopo esser sceso a testare il supporto degli 80.50 US$/bar. (Prossimo aggiornamento: 10-03 ore 09.10 circa).

Valute, 09/03 9:00 - Avvio stabile per l'euro che stamane scambia a 1.36 nei confronti del biglietto verde ma dopo aver rivisto ieri la soglia degli 1,37 usd. In corsa invece lo yen che vale 89,91 contro il dollaro e 122,35 contro l'euro. Praticamente nulla anche oggi l'agenda macroeconomica, che prevede la pubblicazione del dato sugli ordinativi di macchinari in Germania a gennaio e ed il deficit commerciale della Francia. Nullo, invece, il programma macroeconomico a stelle e strisce che riprenderà domani. (Prossimo aggiornamento: 10-03 ore 09.00)

Mercati Obbligazionari, 08/03 12:30 - La Bce lascia i tassi d'interessi fermi al minimo storico dell'1%. I banchieri centrali, sotto la guida di Jean-Claude Trichet, hanno lasciato il costo del denaro fermo al minimo storico dell'1%, un livello ritenuto ''appropriato'' alla luce anche dell'andamento dell'economia che, per quanto avesse mostrato segnali di miglioramento, va verso una ripresa piuttosto lenta e non uniforme in un contesto di mercato all'insegna della quasi totale assenza di tensioni inflazionistiche. Quanto al più generale stato di salute dell_economia del Vecchio Continente, le nuove previsioni della Bce sono rimaste sulla stessa linea di quelle anticipate tre mesi fa per quel che riguarda il PIL del 2010 (+0,8% y/y) e riviste al rialzo da +1,2% a +1,5% y/y per l'anno successivo. L'inflazione si attesterà all'interno di una forchetta compresa tra lo 0,8% e l'1,6% nel 2010 mentre salirà tra lo 0,9% e il 2,1% il prossimo anno. L'Eurotower procederà con molta prudenza sulla strada del ritiro graduale delle misure di emergenza varate per fronteggiare la crisi. Il Bund resta ancora nei pressi dei massimi storici ad un passo da quota 124.53 in vista della scadenza del contratto di marzo. Un cambiamento che ci porterà a rivedere i livelli sino a qui osservati ma che non cambia la sostanziale tendenza neutrale tutt'ora in atto. Il derivato tedesco, infatti, ha beneficiato delle tensioni a livello continentale sull'asse Berlino - Atene ma dopo le muove misure adottate dal governo greco queste potrebbero venir meno. Pertanto non passerà molto tempo prima che il Bund inizia a ritracciare in direzione dei 123.00/122.60 punti. Per aunto concerne l'ottava d'oltre oceano, i treasuries superano indenni l'ostacolo dei dati occupazionali. Nel mese di novembre il dato dei non-farm -payrolls ha segnato una contrazione di -36mila unità, contro lo stimato di -68mila, con il dato di gennaio rivisto in peggio di 6mila unità e quello di dicembre in meglio di 41mila unità. La sorpresa positiva complessiva è di 67mila posti di lavoro. Il settore manifatturiero ha prodotto mille posti di lavoro contro i -15mila attesi e col dato di gennaio rivisto da +11mila a +20mila unità. Il mercato dei titoli di stato americani ha prodotto movimenti scarsamente direzionali, mentre invece a prevalere sono stati movimenti relativi. La curva dei rendimenti ha registrato un movimento di shifting verso l'alto con variazioni comprese tra i 4 ed i 9 basis points. In tal senso il segmento di curva che sarebbe più reattivo a dati occupazionali bullish sarebbe quello a breve-termine. I temi a 10-30 anni hanno chiuso l'ottava rispettivamente a 3,68% e a 4,64%. Lo spread di tasso a 2-10 anni si colloca molto in alto a 278 basis points. (Prossimo aggiornamento: 15/03/2010)
martedì 9 marzo

Area Dato Importanza Ora Consensus Precedente
 Giappone Indice anticipatore (Prelim.), gennaio 6:00 96.6 --
 USA Discorso di Evans (Fed) a National Association Of Business Economists 15:30 -- --
15/02/10


SCENARIO GENERALE Il primo mese del 2010 ha dato il via ad un primo banco di prova per gli investitori che a delicati livelli di prezzo devono giustificare le traiettorie evolutive del mercato (...)

COMMODITY Inizia a farsi critica la situazione del greggio Wti che è tornato precipitosamente a testare l'area di supporto dei 72.50 US$/bar; un livello che avevamo preventivato nel precedente report e che era già stato raggiunto sul finire del mese di gennaio (...)

BONDS Nulla di nuovo nell'ultimo appuntamento della BCE in tema di tassi di interesse che è stato seguito con attenzione dagli operatori non tanto per temuti mutamenti della politica monetaria dell'istituto centrale ma piuttosto per capire tempi e modi per il rientro delle misure straordinarie messe in campo dalla BCE per far fronte ai problemi di liquidità del sistema bancario (...)

CURRENCY Il problema "Grecia" ha influenzato in modo determinante tutto l'ultimo mese borsistico ed in particolare il mercato delle valute (...)

EQUITY Usa - Dopo quasi sette mesi di rally i mercati a stelle e strisce hanno tirato il fiato nelle ultime quattro settimane (...)

SECTOR TRIMESTRALI USA - Con la chiusura dell'ultima tornata delle trimestrali americane, referite al IV trimestre del 2009, il bilancio è più che positivo (...)


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