Borsa Italia, 12/03 18:30 - Milano è tornata fin sulla parità dove ha fermato gli scambi. L'ultima ora di contrattazioni, purtroppo, è stata all'insegna delle vendite come stanno a confermare l'All Share +0.05%, il Ftse Mib +0.11%, il Mid Cap +0.27% e soprattutto lo Small Cap -0.34%. I bei progressi visti a metà pomeriggio si sono notevolmente ridotti a Banco Popolare +1.71%, Intesa S.Paolo +1.43%, Ubi Banca +1.41%, Fon-SAi +1.23%, Generali +1.18%, Snam +1.18%, Cir +0.96%, Unicredit +0.87%, Tenaris +0.86% e Geox +0.78%. Sul fronte opposto hanno ampliato le perdite Bulgari -0.65%, Buzzi -1.19%, Italcementi -1.57%, Finmeccanica -1.64%, Stm -1.70%, Mondadori nell'ultimo giorno di permanenza nel listino maggiore (-1.70%), Parmalat -1.75% e Eni -1.85%. Tra le medie capitalizzate molto sostenute si sono rivelate Landi Renzo +1.75%, Tods +2.02%, Milano Ass +2.16%, Danieli +2.82%, Interpump +2.86%, Azimut +2.94%, De Longhi +3.23% e Nice +3.94% ma detti progressi sono stati quasi del tutto pareggiati dai ribassi riportati da Esprinet -1.24%, Enia -1.47%, Engineering -1.55%, Brembo -1.71%, Igd -2%, Fastweb -2.01% e Sorin -2.51%. (Prossimo aggiornamento: 15-03 ore 09.10 circa).

Mercati Azionari, 12/03 18:15 - Deludente finale di seduta per le borse europee che sono state penalizzate dal dietrofront di Wall Street dopo la pubblicazione degli ultimi dati macro previsti dall'agenda odierna. La positività del primo pomeriggio, purtroppo, è andata ridimensionandosi già dopo un'attenta rilettura del primo dato relativo alle vendite al dettaglio (+0.3% oltre le attese e +0.8% ex - auto). In particolare non ha convinto la revisione operata al ribasso dell'aggregato relativo al mese precedente che dal preliminare +0.5% e passato ad un +0.1%. Così già dopo la i primi minuti di contrattazioni oltre oceano sono scattate le prese di beneficio. Il vero assist per le forze ribassiste, però, è arrivato dall'indice di fiducia elaborato dall'Università del Michigan che è calato a 72,5 punti nella rilevazione di metà marzo dai 73,6 di febbraio risultando peggiore delle attese degli analisti, che avevano previsto un aumento a 73,8. A complicare le cose, poi, sono giunte le scorte della aziende che sono rimaste invariate in gennaio a quota 1.310 miliardi di dollari contro attese per un rialzo dello 0,1%. Pertanto gli ordini di vendita hanno iniziato a prendere parte del controllo della situazione fino a costringere nuovamente sulla parità Eurolandia (Cac -0.04%, Dax +0.28%, Ftse +0.15%, Smi -0.22%). Ovviamente sullo stesso piano troviamo anche il Dow Jones -0.01%, l'SP 500 -0.11% e pure il Nasdaq -0.05%. Chi ha veramente tratto vantaggio da tutto questo è stata la moneta unica che ha strappato al rialzo fino a sfiorare quota 1.38 e ora passa di mano a 1.3761; tuttavia buona parte del merito di tale sviluppo è del dato diffuso ancora in mattinata e relativo alla produzione industriale in Eurolandia. Di diverso avviso il greggio Wti che dai massimi oltre quota 82 US$/bar è ridisceso sugli attuali valori di 81.10 US$/bar. (Prossimo aggiornamento: 15-03 ore 09.10 circa).

Valute, 12/03 9:00 - Moneta unica in lieve recupero questa mattina nei confronti del dollaro statunitense. Il cambio, infatti, questa notte ha proseguito nel movimento intrapreso ieri pomeriggio fino a raggiungere quota 1.37 dopo la chiusura a di ieri a 1,3671. In progresso anche rispetto alle altre principali valute come lo yen giapponese (124.15) e la sterlina britannica (0.91). Tendenzialmente stabile, invece, il biglietto verde rispetto alle valute antagoniste. Torna a farsi molto interessante l'agenda macro odierna che, però, dovrà attendere la pausa pranzo prima di registrare le prime indicazioni di un certo peso. Si inizierà con le produzione industriale europea per poi proseguire nel primo pomeriggio con le vendite al dettaglio a stelle e strisce; infine, dopo la partenza di Wall Street sarà la vota del Michigan sentiment e delle scorte delle imprese. (Prossimo aggiornamento: 15-03 ore 09.00)

Mercati Obbligazionari, 08/03 12:30 - La Bce lascia i tassi d'interessi fermi al minimo storico dell'1%. I banchieri centrali, sotto la guida di Jean-Claude Trichet, hanno lasciato il costo del denaro fermo al minimo storico dell'1%, un livello ritenuto ''appropriato'' alla luce anche dell'andamento dell'economia che, per quanto avesse mostrato segnali di miglioramento, va verso una ripresa piuttosto lenta e non uniforme in un contesto di mercato all'insegna della quasi totale assenza di tensioni inflazionistiche. Quanto al più generale stato di salute dell_economia del Vecchio Continente, le nuove previsioni della Bce sono rimaste sulla stessa linea di quelle anticipate tre mesi fa per quel che riguarda il PIL del 2010 (+0,8% y/y) e riviste al rialzo da +1,2% a +1,5% y/y per l'anno successivo. L'inflazione si attesterà all'interno di una forchetta compresa tra lo 0,8% e l'1,6% nel 2010 mentre salirà tra lo 0,9% e il 2,1% il prossimo anno. L'Eurotower procederà con molta prudenza sulla strada del ritiro graduale delle misure di emergenza varate per fronteggiare la crisi. Il Bund resta ancora nei pressi dei massimi storici ad un passo da quota 124.53 in vista della scadenza del contratto di marzo. Un cambiamento che ci porterà a rivedere i livelli sino a qui osservati ma che non cambia la sostanziale tendenza neutrale tutt'ora in atto. Il derivato tedesco, infatti, ha beneficiato delle tensioni a livello continentale sull'asse Berlino - Atene ma dopo le muove misure adottate dal governo greco queste potrebbero venir meno. Pertanto non passerà molto tempo prima che il Bund inizia a ritracciare in direzione dei 123.00/122.60 punti. Per aunto concerne l'ottava d'oltre oceano, i treasuries superano indenni l'ostacolo dei dati occupazionali. Nel mese di novembre il dato dei non-farm -payrolls ha segnato una contrazione di -36mila unità, contro lo stimato di -68mila, con il dato di gennaio rivisto in peggio di 6mila unità e quello di dicembre in meglio di 41mila unità. La sorpresa positiva complessiva è di 67mila posti di lavoro. Il settore manifatturiero ha prodotto mille posti di lavoro contro i -15mila attesi e col dato di gennaio rivisto da +11mila a +20mila unità. Il mercato dei titoli di stato americani ha prodotto movimenti scarsamente direzionali, mentre invece a prevalere sono stati movimenti relativi. La curva dei rendimenti ha registrato un movimento di shifting verso l'alto con variazioni comprese tra i 4 ed i 9 basis points. In tal senso il segmento di curva che sarebbe più reattivo a dati occupazionali bullish sarebbe quello a breve-termine. I temi a 10-30 anni hanno chiuso l'ottava rispettivamente a 3,68% e a 4,64%. Lo spread di tasso a 2-10 anni si colloca molto in alto a 278 basis points. (Prossimo aggiornamento: 15/03/2010)
venerdì 12 marzo

Area Dato Importanza Ora Consensus Precedente
 Giappone Produzione industriale (def.), gennaio, 5:30 -- +2.5%
 EU Produzione industriale, gennaio 12:00 +0.7% -1.7%
 USA Vendite al dettaglio ex-auto, febbraio 14:30 +0.1% +0.6%
 USA Vendite al dettaglio, febbraio 14:30 -0.2% +0.5%
 USA Indice di fiducia dell'Università del Michigan, marzo 15:55 73.8 73.6
 USA Scorte delle imprese, gennaio 16:00 +0.2% -0.2%
15/02/10


SCENARIO GENERALE Il primo mese del 2010 ha dato il via ad un primo banco di prova per gli investitori che a delicati livelli di prezzo devono giustificare le traiettorie evolutive del mercato (...)

COMMODITY Inizia a farsi critica la situazione del greggio Wti che è tornato precipitosamente a testare l'area di supporto dei 72.50 US$/bar; un livello che avevamo preventivato nel precedente report e che era già stato raggiunto sul finire del mese di gennaio (...)

BONDS Nulla di nuovo nell'ultimo appuntamento della BCE in tema di tassi di interesse che è stato seguito con attenzione dagli operatori non tanto per temuti mutamenti della politica monetaria dell'istituto centrale ma piuttosto per capire tempi e modi per il rientro delle misure straordinarie messe in campo dalla BCE per far fronte ai problemi di liquidità del sistema bancario (...)

CURRENCY Il problema "Grecia" ha influenzato in modo determinante tutto l'ultimo mese borsistico ed in particolare il mercato delle valute (...)

EQUITY Usa - Dopo quasi sette mesi di rally i mercati a stelle e strisce hanno tirato il fiato nelle ultime quattro settimane (...)

SECTOR TRIMESTRALI USA - Con la chiusura dell'ultima tornata delle trimestrali americane, referite al IV trimestre del 2009, il bilancio è più che positivo (...)


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